An Interview with Laura Greco

Late April, 2016

KB: Laura, vedo diversi scatti tuoi con la lunga esposizione, or double exposures. Da dove viene questa passione in questo periodo?

LG: Mi ha sempre affascinato come tecnica, ma soprattutto per il significato che ne attribuisco io. Sto lavorando su me stessa e mi sento probabilmente in un periodo di “transizione ” ancora non ben definito, non riesco a mettermi a fuoco … e poi si amo il movimento nella fotografia ! Inoltre ritengo importante il processo che porta ad una fotografia, in quel momento è importante il perché lo stia facendo e quindi registro.

KB: Si anche a me piace molto il movimento e la dinamicità nella fotografia.
Sembra quasi un paradosso : “movement in a photo…” no?

LG: Gia.

KB: Ma lo fai usando un shutter speed lento, or in post production?

LG: No, imposto dalla macchina la multi esposizione e si, anche la lungaesposizione.

KB: Ho capito, anche io faccio lo stesso in camera, piuttosto diverse di come facevamo 20 anni fa! Hai mai usato la pellicola? La usi ancora?

LG: la pellicola l ho usata, ma tempo fa . Ora ho intenzione di cimentarmi con la camera obscura

KB: Ti stanno antipatici quelli che si vantano di usare ESCLUSIVAMENTE la pellicola?

LG: No, perché ?

KB:  Beh, ogni tanto mi capitano persone che usano solo la pellicola, e dicono che è migliore, e blah blah. E non sono d’accordo – anche se amo scattare con la mia Pentax K1000! Quando parliamo di medium formato o LARGE format si, sono d’accordo; ma il rullino 35mm e la sua qualità – come il digitale – dipende da tanti fattori ­- obbiettivi/qualità del film/l’occhio del fotografo/il soggetto/luce ecc – non solo il fatto di essere “film” in sé, mi sequi?

LG: Si certo. Diciamo che trovo noiose tutte le discussioni intorno al mezzo: che è appunto un mezzo.

KB: Bellissimo.

LG: Non credo che Picasso discutesse la marca dei pennelli.

KB: Certo. Come diceva Bresson: non sono un fotografo, uso la fotocamera per catturare istantaneamente quello che vedo…Va beh, siamo ancora qui a parlare di Picasso: era un GENIO, meglio di tutti…

LG: Si.

KB: Quindi, perche hai preso il full-frame? Cosa ti ha spinta a cambiare (da APS-C giusto?)?

LG: In realtà ho cambiato solo per una questione di maggiore dettaglio e migliori performance della macchina. Da una d90 sono passata ad una d750.

KB:  Ecco, ok! Un bel salto direi. Come la trovi?

LG: Per ora buona. Sicuramente una definizione migliore.

KB: Hai detto prima che sei in un periodo di “transizione ” e che ” non riesco a metterti a fuoco”. Transizione da cosa a cosa secondo te? Cioè: dove vuoi arrivare con la fotografia? Quali sono i tuoi obbiettivi?

LG: credo che sia un momento di cambiamento per me, sto riscoprendo la mia femminilità e alcuni miei lati nascosti. utilizzo la mia macchina fotografica come mezzo di analisi, una sorta di diario emozionale. sicuramente è un passaggio che fanno tutte le persone, poi per il semplice fatto che è il tuo diventa più importante,viscerale quasi. è come se esorcizzassi i miei stati d animo e mi guardassi attraverso una lente di ingrandimento. Con la fotografia analizzo, se mi chiedi dove voglio arrivare non ti saprei rispondere, per ora è una conoscenza di me, poi spero di poterla estendere ad altri soggetti. ma se prima non conosco me, non posso svolgere altre indagini.

KB: Molto bello, molto interessante.
Questi frammenti di te stessa, possiamo vederli come una specie di purga, una catarsi diciamo?

LG: Sono degli impulsi, a cui devo necessariamente dare seguito… ho in mente un concetto una sensazione che devo tradurre in scatto, per poterlo vedere … sanguinare, come mi ha insegnato il Maestro Benedusi, mettersi a nudo semplicemente, certo fa male …

KB: Immagino, ma può essere anche molto utile suppongo? Cioè, una specie di rivelazione del tuo stato d’animo? Un occhio interiore che svela i segreti?

LG: Si, diciamo che è terapeutico. E’ una ricerca e io la sviluppo con la fotografia, spesso comprendo il significato di quello che ho fatto dopo.

KB: Tipo una retrospezione?

LG: Si esatto

KB: Che meraviglia. Secondo te, Laura, la fotografia deve sempre trasmettere qualcosa?

LG: Si per forza

 KB: E meglio la chiarezza, o l’ambiguità? (anche se è ovvio che dipende dal contesto, e scontato dire che entrambi hanno il loro perche?)

LG: Mi avvicino ad una fotografia per qualcosa che mi mette in relazione con essa, anche con un significato differente. Io sono per la chiarezza sempre, ma il che non vuol dire non essere ambigui, potrei dire sii chiaro nell’ambiguità.

KB: Nice.

LG:  Per la domanda di prima, sarò più chiara:se in una foto ritrovo un’atmosfera che mi è familiare la assocerò al mio vissuto, anche se magari non lo è nella vita dell’autore

KB: Capisco. Noi mettiamo sempre la nostra preferenze, pregiudizi, e soggettività su una foto – spesso anche inconsciamente – a volte mascherando il messaggio originale.

LG: Sì ovviamente interpretiamo in base al nostro vissuto

KB: Quali sono gli artisiti che ti hanno ispirato, Laura? O sono troppi?

LG: Ne seguo tantissimi, sicuramente la Woodman, Irving Penn, man Ray e Bresson definito da molti troppo accademico, in realtà mi sono commossa ad una sua mostra è su uno scatto partorito alla fine della sua carriera, quando ha iniziato a dipingere insomma, non so perché ma in quella foto ho visto la conclusione di una vita dedicata alla fotografia e la ricongiunzione con la natura. E poi tanti altri anche contemporanei, ma sarebbero troppi.

KB: Certo, capisco.
Dai i tempo di Kasebier, Cameron, Model, la Bourke-White, e Arbus, secondo te, la fotografia contemporanea è uno dei campi dove le donne hanno le loro voci,  non sono “schiacciate” dal maschio?

LG: Per una donna tutto é sempre più difficile, sicuramente ci sono tantissime brave artiste, ma riuscire ad emergere non é semplice. Per quanto se ne dica viviamo ancora in una società maschilista.

KB: Si, certo. Eradicare qualche migliaia di anni di sopraffazione non è facile indubbiamente…

LG: No.
Ci illudono che esiste parità ma non è così.

 

KB: “Sto riscoprendo la mia femminilità ” significa che l’hai persa, o che stai RIscoprendoti? Reinventandoti?

LG: Avevo addormentato alcuni miei lati quindi riscoprendomi si.

KB: E com’è? Ti piace?

LG: Sì molto.
Essere donna.

KB: Visto che stai retrospettivamente riscoprendendoti (?) con qui frammenti di te stessa, non è plausibile che questa ricerca debba necessariamente focalizzare sul quello che LAURA vede anche oltre se stessa? (mado, non so se sono stato chiaro?) Cioè, comincerai a fotografare quello che vedi intorno di te (che, ovviamente, MOSTRA quello che sei)?

LG: Fotografo anche altro, l’ho sempre fatto dai reportage ad oggetti o persone, e sempre ci metto dentro qualcosa di me, ovviamente approcciarsi con qualsiasi soggetto significa anche conoscerlo a fondo, e poi farlo passare attraverso me stessa, quindi filtrarlo.

KB: Che mi dici di questi social networks? Stanno distrugendo la fotografia, o sono un aspecie di evoluzione naturale di un certo tipo di fotografia? Per non parlare di quanto siamo vanitosi, e che abbiamo sempre bisogno di essere LIKE-ati; un’illusione di essere accettati da tutti, una conferma buffamente superficiale di esistere, quasi fa pena… ma anche – a volte – carina come cosa.

LG: i social in generale stanno abbattendo un pò tutta la cultura, io stessa ne sono vittima. C’è molta più informazione, ma anche maggiore velocità e dimenticanza. Wharhol ai tempi aveva preannunciato che ognuno di noi nel futuro avrebbe avuto quei 15 minuti di notorietà, è quello che sta accadendo … ci si culla nelle cerchie dei “like” , che però non portano a nulla … è un mondo finto e virtuale dove ognuno può vendersi per “altro” . La realtà è tutta un’altra storia. Quello che si è dimenticato è il concetto del VERO, la vita vera e quindi la fotografia vera. Sicuramente ci sono dei vantaggi nella comunicazione, anche se paradossalmente, pur avendo numerosi strumenti oggi non riusciamo a comunicare.
Siamo nel era dell’apparire ad ogni costo.

 

 

End.

 



Laura Greco salentina, nata nel 1976 laureata in Cooperazione Internazionale presso l’Università degli studi di Lecce, i suoi studi l’hanno portata a sviluppare una forte propensione per le tematiche sociali, che le permetteranno di avvicinarsi ancor di più alla fotografia intesa come una forma di comunicazione . Sin da bambina adorava ritagliare fotografie dai giornali e nel 2000 riceve la sua prima macchina fotografica da quel momento inizia a fotografare in qualsiasi momento e qualsiasi soggetto. Frequenta corsi di fotografia e fotogiornalismo. Adora fotografare di tutto, ma soprattutto cercare nuovi punti di vista. Predilige il reportage, ma spesso si lascia sedurre da paesaggi e still life creativi. Ha pubblicato delle foto su alcune testate locali.

Propugliaphoto.photoshelter.com. (2016). LAURA GRECO | PROPUGLIAPHOTO KASH GT. [online] Available at: http://propugliaphoto.photoshelter.com/gallery-collection/LAURA-GRECO/C00008tapiaLkTcg
[Accessed 19 Apr. 2016].

Laura Greco. (2015). Laura Greco. [online] Available at: https://grecolaura.wordpress.com/ [Accessed 19 Apr. 2016].

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